Cortina

«Dov’è la Fondazione Dolomiti Unesco?». Se lo chiede il comitato Per altre strade, che punta il dito contro quella che definisce «una colata di cemento». Sotto i riflettori, Cortina. Con Mondiali e Olimpiadi imputati numero uno e due.

«A Cortina è in atto uno scempio ambientale che lascia sconcertati: ruspe, betoniere e motoseghe in azione dal fondovalle ai ghiaioni di alta quota» attaccano gli attivisti di Per altre strade. «Nella montagna ampezzana è arrivata una valanga di soldi che si sta trasformando in una colata di cemento. Il motivo di questa frenetica attività sono i Mondiali di sci alpino, seguiti dai Giochi Olimpici 2026; e poi, nelle intenzioni, il "Grande carosello”, con la costruzione di impianti di collegamento in quota tra tutti i comprensori sciistici delle Dolomiti. La Fondazione Dolomiti Unesco è troppo impegnata a fare promozione turistica per accorgersene o per intervenire?».

La domanda è seguita da un j’accuse forte e chiaro. «Lo sport centra poco, e ancor meno lo spopolamento delle terre alte e la necessità di porvi rimedio: quello che interessa è far girare i soldi e porre le basi per un ulteriore sfruttamento della montagna che attiri ulteriore turismo di massa, con tutto quello che gli va dietro, costi quel che costi - dicono gli attivisti -. "Business as usual", dunque, anche se nessun buon padre di famiglia investirebbe il suo capitale nell'industria dello sci in tempi in cui il riscaldamento globale, in drammatica accelerazione, sta cambiando tutto mettendo a rischio la vita stessa sul pianeta. Ma la politica è nelle mani di negazionisti. A tutto questo, con il pretesto di stimolare la ripresa dopo la crisi del Covid-19, la lobby dei progettisti e delle grandi opere torna alla carica per il prolungamento dell'A27. Povera Cortina».

 

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