Incidente in montagna: scivola per 600 metri e muore. Ferita anche la guida alpina

Un morto in montagna. E un ferito. È il bilancio del pomeriggio dalle Dolomiti bellunesi, dove una scialpinista americana ha perso la vita.

L’incidente fatale è avvenuto nella zona di Cortina, precisamente nel Bus di Tofana, dove la donna è scivolata e caduta per circa 600 metri. Ferita la guida alpina con cui si trovava.

Da una prima ricostruzione, mentre stavano sciando assieme ad altre due persone, la donna (51 anni) è scivolata verso valle e nel tentativo di fermarla la guida (49 anni di Cortina) è caduta con lei nel canale. L'uomo è riuscito a fermarsi 400 metri più sotto, mentre la sciatrice è ruzzolata per altri 200 metri, riportando traumi fatali.

L'allarme è scattato poco prima delle 15. Sul posto è arrivato l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Belluno che ha sbarcato personale medico e tecnico di elisoccorso. Per la donna purtroppo non c'è stato nulla da fare. L'uomo, invece, è stato recuperato e trasportato all'ospedale di Cortina e di seguito trasferito a Belluno; presenta traumi alle spalle, al volto e contusioni varie.

Ottenuto il nulla osta dalla magistratura per la rimozione, la salma della scialpinista è stata ricomposta e imbarellata per essere portata sulla strada e affidata al carro funebre. Sul posto, il Soccorso Alpino di Cortina e del Sagf, nonché la polizia del commissariato di Cortina.

 

Escursionista in difficoltà: interviene l’elicottero del Suem e lo porta in salvo

 

Stava completando il giro della Croda da Lago, quando si è trovato in difficoltà. E, temendo di mettersi in condizione di pericolo, ha preferito chiedere aiuto al 118.

La disavventura è capitata a un escursionista, questo pomeriggio: attorno alle 16, infatti, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato in direzione Cason de Formin, dove si trovava l’uomo: un trentaduenne di Casale sul Sile (provincia di Treviso).

Individuato dall’equipaggio, l’escursionista è stato recuperato con un verricello di 20 metri dal tecnico di elisoccorso e trasportato a valle.

 

Il Codivilla si rifà il look, ortopedia trasloca a Pieve di Cadore

Mentre l’ospedale Codivilla – Putti di Cortina si rifà il look in vista dei Mondiali e delle Olimpiadi, si trasferisce a Pieve di Cadore il reparto di ortopedia. Scelta necessaria per garantire la prosecuzione del servizio durante i lavori di ammodernamento della struttura dallo scorso settembre in gestione a Gvm Cortina Srl. Il bando per la gestione dell’ospedale di Cortina prevedeva, oltre ai servizi sanitari, anche i necessari lavori di ristrutturazione e completamento della struttura. Per consentire la realizzazione dei lavori di ristrutturazione del Padiglione Codivilla, senza sospendere l’erogazione dei servizi, alcune attività sono state avviate al Padiglione Putti con 18 posti letto di degenza, ambulatori di specialistica e il Punto di Primo Intervento, con 4 posti letto di Osservazione Breve e Intensiva. Ma gli spazi del Putti non consentono di far fronte alle richieste in ambito ortopedico – riabilitativo, visto che al momento non c’è una sala operatoria utilizzabile. Ma in piena stagione turistica non sarebbe stato nemmeno possibile interrompere l’attività. Ecco quindi la soluzione tampone. L’Ulss 1 Dolomiti ha concesso temporaneamente a Gvm alcuni locali dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Pieve di Cadore, dove ci sono spazi e attrezzature in grado di sopperire alle necessità. Ieri la stipula dell’accordo integrativo del contratto di concessione (fino al 31 dicembre 2021, il tempo previsto per la ristrutturazione del Codivilla) degli per l’attività di Ortopedia/traumatologia sia ambulatoriale che di degenza con 10 posti letto, eventualmente estendibili, e l’assegnazione di una sala operatoria dedicata. In cambio Gvm pagherà all’azienda sanitaria un canone annuo di 68 mila euro, oltre ad accollarsi interamente i costi di attrezzaggio e personale, che sarà gestito in autonomia. A carico di Gvm anche i costi di pulizie, lavanderia, mensa e gestione dei rifiuti.

«È prioritario lavorare in sinergia per poter avere al più presto un ospedale totalmente funzionante a Cortina», afferma il Direttore Generale dell’Ulss 1 Dolomiti Adriano Rasi Caldogno, «e l’ortopedia è specialità da garantire con continuità per i nostri assistiti della parte alta della provincia e per i numerosi turisti che scelgono le nostre montagne per le vacanze. Ringrazio il direttore della funzione ospedaliera, Raffaele Zanella, per il fattivo impegno dimostrato e sono certo che la ripresa dell’attività ortopedica da parte del Concessionario darà buoni risultati».

 

Scialpinista precipita e perde la vita sul Nuvolau: è un 75enne veneziano

 

Tragedia in montagna. Attorno alle 13.30, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è intervenuto sul Nuvolau: uno scialpinista era precipitato. E ha perso la vita. 

Giovanni Gatti, 75 anni di Venezia, stava salendo verso l’omonimo Rifugio con un amico che lo precedeva e un altro più dietro: era ormai vicino alla meta, quando all’improvviso è scivolato dal pendio sommitale sul versante est, verso le Cinque Torri.

Poco più tardi, i suoi compagni hanno trovato un bastoncino e i segni della scivolata. Uno dei due uomini è quindi sceso e, compiendo un giro largo, ha raggiunto il settantacinquenne: dopo un salto verticale di una cinquantina di metri, lo scialpinista era caduto fra le rocce sottostanti per fermarsi sulla neve.

Il tecnico di elisoccorso e l'equipe medica, sbarcati con un verricello, hanno potuto solo constatare il decesso dell'uomo.

Ottenuto il nulla osta per la rimozione dalla magistratura, la salma ricomposta e imbarellata è stata spostata dal punto in cui si trovava, sotto i cavi della teleferica, in un luogo dove l'eliambulanza ha potuto recuperarla in sicurezza assieme ai soccorritori, per poi accompagnarla fino alla strada. E affidarla ai soccorritori della Guardia di finanza.

 

Ciaspolatori in difficoltà sul ghiaccio: duplice intervento del Soccorso alpino

Sabato impegnativo per il Soccorso alpino di Cortina, allertato già in mattinata dalla Centrale del 118 per un infortunio in località Sant'Uberto, conosciuta anche come Turniché.

Diretto in Val di Fanes, un gruppo di ciaspolatori aveva preso un piccolo sentiero e stava scendendo in mezzo a un bosco con terreno ghiacciato, quando uno di loro è caduto, procurandosi un probabile trauma alla gamba. L'uomo, G.S., 46 anni, di Padova, è stato raggiunto dal personale sanitario della Croce Bianca, che gli ha prestato le prime cure, e da una squadra in motoslitta, che lo ha imbarcato e trasportato fino all'ambulanza.  

Il Soccorso alpino è poi intervenuto nella zona del Passo Giau, dove un tratto ghiacciato tra Forcella Zonia e Forcella Col Piombin aveva bloccato altri due escursionisti con le ciaspe. La coppia, entrambi ventinovenni di Jesi (Ancona), è stata raggiunta e aiutata a tornare al passo. Sul posto pure i Vigili del fuoco

 

Malore all’ombra delle Cinque Torri: escursionista raggiunta dalla motoslitta

Accusa un malore in montagna, ma si riprende in fretta. E rientra a casa in maniera autonoma. 

Attorno alle 16 di oggi pomeriggio, la Centrale del 118 ha allertato il Soccorso alpino di Cortina: il motivo? Un’escursionista si era sentita male, lungo il sentiero verso il Rifugio Cinque Torri.

La squadra del Sagf ha così raggiunto in motoslitta la donna, una trentaduenne di Napoli, all’altezza del bivio per Bai de Dones.

E l’ha accompagnata fino al Rifugio Scoiattoli, da dove è scesa in seggiovia per poi allontanarsi senza bisogno di ulteriori aiuti. 

 

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