Lago del Corlo più sicuro: inaugurato il Centro per assistenti bagnanti

 

Sulle sponde del lago del Corlo, ad Arsiè, è nato il “Centro di addestramento prevenzione e soccorso per assistenti bagnanti”. Centro che è stato inaugurato sabato scorso, in maniera del tutto speciale: ovvero, unendo il salvamento alla passione per il nuoto in acque libere. 

Per la parte del nuoto, l’idea è partita da Matteo Sogne e Silvia Casagrande. Ed è stata subito accolta dal coordinatore trentino legato al salvamento, Alessandro Ventimiglia: «Abbiamo deciso di promuovere una simulazione di assistenza, durante una competizione. Ma, di fatto, è stato soprattutto un allenamento tra amici». 

Ben 35 atleti si sono tuffati in acqua, seguendo un percorso tra le boe di circa 2 chilometri, sotto l’occhio vigile di una ventina di assistenti: chi sul pattino, chi sulle tavole. A questo proposito, non è passata inosservata la presenza del cane Mitch e di Giorgio Saccaro, addestratore cinofilo di assistenza. 

La maggior parte dei nuotatori proveniva da Belluno. E non è mancata una folta rappresentanza di ragazzi della Dolomiti Nuoto di Pelos, oltre ai Master della Vicenza Nuoto: uno dei quali era Enrico Giacomin, atleta paralimpico che, fra le varie imprese di una carriera strepitosa, vanta pure l’attraversamento a nuoto dello Stretto di Gibilterra. 

Insomma, il Centro sul lago del Corlo è realtà e, nel mese di settembre, decollerà il primo corso per assistenti bagnanti. A conferma che il divertimento e la sicurezza possono - anzi, devono - andare a braccetto.

 

È ufficiale: la seggiovia non parte nell’estate del Nevegal

 

A dire il vero ormai tutti lo avevano immaginato, ma ora è ufficiale: quest’estate la seggiovia del Nevegal non accenderà i motori.

La conferma è arrivata direttamente per voce del sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, in consiglio comunale, nella risposta alla domanda di attualità presentata dalla minoranza. 

Massaro ha ricostruito brevemente gli incontri e lo scambio di mail tra Bellunum, Comune e Alpe del Nevegal. Tre giorni dopo l’incontro preliminare del 6 luglio, Bellunum (la società incaricata da Palazzo Rosso dell’affitto degli impianti di risalita) ha richiesto ad Alpe la documentazione necessaria per valutare la fattibilità economica dell’operazione, con termine di risposta il 15 luglio.  Mail a cui Alpe non ha mai dato seguito. Anzi, il giorno successivo la società guidata da Maurizio Curti ha a sua volta inoltrato a Bellunum la richiesta di documentazione amministrativa, ricevendo risposta in due momenti diversi: il 17 e il 21 luglio. 

Infine, il 16 luglio Bellunum ha richiesto al direttore di esercizio degli impianti il costo necessario per l’attivazione. Quotazione mai pervenuta, nonostante diversi scambi di mail. Il 29 luglio la parola fine alla questione.

Tuttavia, anche grazie all’interessamento di un privato, Massaro ha anticipato che vorrebbe attivare un servizio di navette dal Piazzale fino alla Casera. Il Comune avrebbe utilizzato i 50mila euro inseriti nella variazione di bilancio proprio per la navetta, solo che il punto non ha avuto l'immediata eseguibilità. Questo significa che si dovrà aspettare una decina di giorni per destinare i soldi. E, di conseguenza, anche la navetta rischia di saltare.

 

Boom di iscritti e prestazioni nel welfare targato Cassa Solidarietà Aziendale Luxottica

 

Spese mediche e “pacchetto scuola” sono i preferiti. Ma anche i contributi per l’università restano un evergreen della Csa, la Cassa Solidarietà Aziendale dei lavoratori Luxottica che ieri ha tracciato il bilancio annuale.

I numeri sono tutti positivi. A cominciare dagli iscritti, passati dai 2.445 del 2018 ai 2.650 del 2019 (+205). I contributi erogati erano 270.141 euro nel 2018, sono cresciuti fino a 335.616 lo scorso anno. Un aumento legato soprattutto al boom delle richieste di rimborsi per le spese scolastiche, pacchetto di welfare introdotto nel 2019 e che ha subito colto nel segno. Il budget di 25mila euro messo a disposizione dalla Cassa per il rimborso delle rette per asili nido e scuola materna, contributi per mense, doposcuola, centri estivi, trasporto scolastico e ripetizioni si è rivelato sottodimensionato, vista la mole di richieste di contributi che vanno dai 300 a 1.300 euro a famiglia a seconda dell’Isee. In crescita anche le erogazioni per le spese sanitarie (204.077 euro, +17% sul 2018), per gli apparecchi ortodontici e protesi (42.239, quasi il doppio rispetto all’anno precedente) e per le spese universitarie (34.100 euro).

«Il numero di richieste di contributi è stato straordinario - spiega il consigliere di amministrazione della Csa Paolo Chissalè - e ha determinato la chiusura del bilancio a meno 58mila euro, un dato che è frutto della costante crescita e capacità di essere rispondenti ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici Luxottica: le maggiori uscite dipendono dall’incremento delle prestazioni, che è il nostro core business. Basti pensare che sono state molte le mamme che si sono iscritte alla Cassa nel corso del 2019 proprio in forza dei nuovi contributi in aiuto alle famiglie. Per questo motivo, abbiamo deciso di portare il budget per le spese scolastiche a 35mila euro».

La Cassa Solidarietà Aziendale Lavoratori Luxottica è uno strumento di welfare contrattato istituito nel 1996 grazie a una iniziativa avviata dai dipendenti Luxottica su proposta delle organizzazioni sindacali e rappresenta la prima vera esperienza di welfare aziendale in Luxottica. Attraverso un fondo speciale appositamente creato sostiene economicamente i dipendenti che vi aderiscono ed è gestita in autonomia dai lavoratori attraverso la partecipazione diretta.

 

"Topi di appartamento" in azione: due furti tra Feltre e Borgo Valbelluna

 

Ladri abilissimi. Entrati e usciti senza neanche lasciare tracce. Peccato però che siano riusciti ad andarsene con il bottino.

È successo ieri mattina, a Feltre. Tra le 7 e le 11, approfittando dell’assenza del proprietario, i “topi di appartamento” si sono introdotti in una casa di via Vallina. Non hanno lasciato segni di scasso e neppure tracce di finestre forzate. Fatto sta che se ne sono andati con monili in oro e una discreta somma in contanti: 1.000 euro.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, per i rilievi del caso. Si tratta del primo furto di giornata, visto che gli uomini dell’Arma sono stati chiamati per un caso simile anche a Borgo Valbelluna, qualche ora dopo. Nel pomeriggio infatti i ladri hanno visitato anche una casa di Mel (in via San Candido). In questo caso, i segni di effrazione ci sono tutti, visto che una porta è stata forzata. Ben più magro il bottino: qualche gioiello e 150 euro.

Sempre nella giornata di ieri, i carabinieri di Sedico hanno chiuso l’attività investigativa relativa a una rapina impropria di qualche settimana fa. E hanno deferito alla Procura della Repubblica un ventenne di Borgo Valbelluna. Il ragazzo, nella notte del 9 luglio, a Sedico, aveva rubato il cellulare di una 18enne, prendendolo dalla borsetta. Il fatto era avvenuto in zona Bribano, con conseguenze. Perché la giovane derubata si era accorta del furto e in tutta risposta il 20enne si era scagliato contro di lei, fino a procurarle diverse lesioni, con dieci giorni di prognosi.

 

Disperso nei boschi in mezzo alla tormenta: anziano salvato

 

Si era fatto sorprendere dall’ondata di maltempo che ha investito in maniera pesante il territorio cadorino, nella serata di mercoledì. 

Un anziano, originario di Scorzè (Venezia), aveva smarrito l’orientamento nella zona delle Torbiere (Danta). E ha provato a ripararsi dalla pioggia sotto una pianta, prima che fosse allertato il Soccorso alpino della Val Comelico. 

Ottenute le coordinate Gpsì, una squadra si è portata sul posto, per appurare però, dopo mezz'ora di ricerca e inutili richiami, che le indicazioni erano sbagliate. Forse a causa della scarsa copertura. 

A quel punto si sono aggiunte altre squadre, compreso il Sagf. Ed è stato possibile allargare l’area della perlustrazione. Fino a quando, attorno alle 22, i soccorritori sono risaliti alla geolocalizzazione corretta. 

Intirizzito e stanco, l’ottantacinquenne è stato individuato, raggiunto e riaccompagnato alla strada. E da lì, caricato a bordo di un mezzo.

L’intervento si è concluso verso mezzanotte.

 

Camion sotto osservazione, 30 infrazioni. Soprattutto mancato rispetto del riposo

Camionisti fa rima con stakanovisti. Alla fine, è sempre quello degli orari di guida e dei tempi di riposo il motivo principale delle multe agli autotrasportatori. Lo conferma la campagna europea di sicurezza “Truck and bus”, conclusasi la scorsa settimana anche sulle strade bellunesi.

La campagna ha visto protagonisti gli uomini e le donne della polizia stradale, che hanno controllato 85 mezzi pesanti, tra italiani e stranieri. 30 le infrazioni riscontrate (vale a dire il 35% del totale dei camion monitorati). La maggior parte delle contravvenzioni è arrivata per il mancato rispetto dei tempi di riposo e per le mancate registrazioni (7 multe), e anche per il sovraccarico dei mezzi (7). Qualche infrazione anche sui documenti del veicolo e del conducente (4 multe). L’uso delle cinture, invece, non risulta essere un problema: solo una infrazione registrata.

 

niq multimedia s.r.l.s.

Via degli Agricoltori, 11
32100 BELLUNO

Codice Fiscale e Partita IVA: 01233140258

Testata registrata al Tribunale di Belluno n.4/2019