Crisi di panico tra ghiaccio e ghiaia: salvata un'escursionista di Padova

 

Il sabato in montagna, come di consueto, è stato scandito da una serie di interventi del Soccorso alpino.

Nello specifico, la squadra della Val Pettorina è stata allertata per una coppia in difficoltà in Marmolada, Rocca Pietore. Dopo aver trovato il tunnel di Serauta chiuso, due escursionisti hanno deciso di passarci sopra.

Peccato che la donna (una trentaduenne di Padova), nell'attraversare ghiacciaio e ghiaione, sia stata colta da una crisi di panico. E non abbia più mosso un dito. Così, una squadra che si trovava a Malga Ciapela, è salita in funivia, ha raggiunto i due e aiutato l’escursionista a superare il tratto che la intimoriva, per poi guidarla alla funivia.

L'elicottero è quindi decollato in direzione di Cortina per un incidente alpinistico. Capo di una cordata da tre, sull'ultimo tiro della Via Super rapida alla Croda Negra, uno scalatore era caduto, riportando una probabile contusione e un taglio al ginocchio.

I due compagni lo hanno quindi riportato in sosta con loro e avevano lanciato l’allarme. Recuperato con un verricello di 20 metri, il rocciatore (42 anni, di Rovigo), è stato trasportato all’ospedale San Martino.

In serata, infine, l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano è intervenuto lungo il sentiero Minazio, sulla Croda Marcora, per un escursionista che era scivolato riportando delle escoriazioni. L'uomo è stato individuato e recuperato in hovering assieme ala persona con cui si trovava.

 

L'afa ha le ore contate: crollo termico da domenica con nuovi temporali

Caldo africano e afa hanno le ore contate. Tra domenica e lunedì arrivano i temporali e le temperature vanno in picchiata. Lo zero termico in questi giorni ha superato tranquillamente i 4.400-4.500 metri di quota (vale a dire che a mezzogiorno per trovare 0°C bisognava andare un chilometro più su della Marmolada, tanto per capire). Tra lunedì e martedì non supererà i 3.200. Tutta colpa (o merito, per chi mal sopporta la canicola) di una saccatura atlantica, che ha intenzione di transitare sul Bellunese e scaricare fulmini e saette.

Nel frattempo, si sono toccati i giorni più caldi di questa estate 2020. Superati i 31-32°C in tutta la Valbelluna. Ma anche in quota si sono registrate punte massime vicine ai 30°C. A Cortina, per esempio, le temperature diurne hanno sfiorato i 28°C. Ma la clessidra della canicola è alla fine. Le previsioni Arpav parlano chiaro: domani (domenica 2 agosto) iniziano le piogge. I temporali saranno frequenti e diffusi fin dal pomeriggio, con qualche goccia già la mattina sui settori dolomitici. Ma sarà lunedì la vera giornata da tregenda. Con fenomeni particolarmente intensi e possibilità di locali grandinate. 

 

«No a figli e figliastri». La Cgil chiede premi Covid anche per gli addetti delle pulizie negli ospedali

Finita la pandemia (o quasi), è ora di pensare ai premi per gli operatori della sanità. A tutti. E la Cgil chiede che non venga dimenticato nessuno. «Neanche i lavoratori degli appalti». Vale a dire di quelle donne e quegli uomini che si occupano delle pulizie di ospedali, ambulatori e case di riposo. E che cucinano i pasti.

«Già durante la fase acuta della pandemia, sono stati trattati male - denunciano Mauro De Carli (segretario generale Cgil Belluno) e Fulvia Diana Bortoluzzi (Filcams) -. Per loro mancavano le mascherine, visto che era a carico delle loro aziende procurarsele e spesso sono arrivate in ritardo. A loro si diceva che “dovevano” prendere servizio senza verificare se erano garantiti i sistemi di sicurezza contro il contagio. Solo ora, a distanza di qualche mese, potranno sapere se per caso qualcuno di loro sia stato un “infetto asintomatico Covid”, perché solo adesso si stanno somministrando anche a loro i test sierologici e si potrà capire se la loro salute è integra o se devono preoccuparsi dei postumi. La Cgil in questi casi chiede che venga riconosciuto lo stato di “infortunato sul lavoro”, come già avviene per i loro colleghi, medici, infermieri e operatori socio-sanitari».

La richiesta, quindi, è che non vengano dimenticati. Che ci sia un premio anche per loro. «Mentre si fa un gran vociare su come dare premi a chi è stato in prima linea, si rischia di dimenticarsi di questi “umili soldati” della vera trincea, quella dei reparti igienizzati a suon di disinfettante, di reparti sanificati di continuo, della paura di prendere il Covid - continua De Carli -. E il loro stipendio è il più basso di tutti, perché questi lavoratori sono figli della logica degli appalti al ribasso. Se la Regione Veneto si sta dimostrando disponibile a premiare tutti i lavoratori del socio-sanitario, non si dimentichi delle donne e degli uomini delle pulizie, delle mense interne. Serve un vero riconoscimento, non una pacca sulle spalle soltanto».   

 

La chiesetta del Settimo si rifà il look. Tutto merito del Cai

La chiesetta del Settimo Alpini ha bisogno. Il Cai risponde. E chiama a raccolta associati e uomini di buona volontà. Per tutto il mese di agosto il cantiere sarà attivo: c’è da sistemare il piccolo edificio religioso sotto la Schiara e soprattutto cambiare le parti in legno che risultano ammalorate. È per questo che la sezione Cai di Belluno ha pensato bene di rivolgere un appello. I lavori di restauro consistono nella rimozione e sostituzione delle assi e dei travetti, che sono stati corrosi dall’umidità. Poi una bella riverniciatura per le piastre del tetto e la classica “mano di bianco” sulle pareti esterne per chiudere i lavori. Chi è interessato a dare una mano, è ben accetto. Il Cai chiede solo di comunicare la disponibilità (al numero 3382481481). E se qualcuno avesse una scala allungabile che non usa più, da lasciare in dotazione al rifugio, tanto meglio.

 

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