Furto nella sede degli Alpini di Feltre: rubati 4mila euro in contanti

Amara scoperta per gli Alpini di Feltre: i ladri hanno fatto visita alla sede di via Mezzaterra.

Non ci sono segni di effrazione, eppure qualcuno si è introdotto nelle stanze dell’associazione nazionale Alpini in congedo, in pieno centro storico. A quanto pare, è andato a colpo sicuro, perché è stata rubata guarda caso una cassetta in metallo, che conteneva diversi soldi in contanti. La refurtiva ammonta a circa 4mila euro.

Il fattaccio deve essere accaduto tra la mattina di sabato e le 9.45 di oggi (lunedì 13 gennaio). Questa la ricostruzione dei carabinieri di Feltre, a cui è stato denunciato il furto. Gli uomini dell’Arma stanno lavorando a caccia di indizi per fare luce sulla vicenda. Apparentemente però non ci sono segni d’effrazione che possano agevolare le indagini.

 

Energia pulita e risparmi: Spes Arena e piscina di Belluno sono più "green"

Nuovi impianti energetici alla piscina e alla Spes Arena: a fronte di un investimento di circa 230mila euro, gli interventi hanno già iniziato a portare risparmi.

La prima novità riguarda l'installazione della caldaia a condensazione in piscina, che è andata a sostituire quella precedente a metano. A tale proposito, non è sfuggita ai passanti la colonna di fumo che, soprattutto nelle giornate più fredde, si leva dalla struttura: «Vogliamo tranquillizzare tutti - spiega l'assessore allo Sport, Marco Bogo -. Non si tratta di fumo da combustione, ma di semplice vapore acqueo, legato al funzionamento della nuova caldaia, quindi a una temperatura molto più bassa rispetto a prima e con un impatto quasi nullo sull'ambiente». Oltre a ridurre notevolmente le emissioni in atmosfera, la stessa caldaia garantisce importanti risparmi economici, in virtù del ridotto consumo di gas metano: «Da luglio a novembre, sono stati risparmiati oltre 14mila metri cubi di gas, pari a circa 5mila euro totali nei cinque mesi di attività». Non solo: il nuovo sistema di riscaldamento alimenta pure la Spes Arena. «Questo primo periodo - evidenzia l'assessore - è servito a tarare l'impianto e a monitorarne il funzionamento. Ora il sistema è a regime e il risparmio, soprattutto in inverno, non potrà che essere maggiore». 

Un'altra operazione di rilievo è legata ai pannelli solari sulla terrazza della Spes Arena: pannelli che permetteranno al palasport di essere autonomo durante l'estate. « I risparmi derivanti dalle minori spese per l'energia - conclude Bogo - potranno così essere reinvestiti nel potenziamento dei servizi esistenti. Ringrazio quindi i tecnici che hanno lavorato nella realizzazione dei progetti e nella ricerca fondi». 

«Questi interventi - sottolinea il sindaco Jacopo Massaro - ribadiscono l'impegno dell'amministrazione per una città più “green”, più rispettosa dell'ambiente e che gestisce e tutela con cura le risorse energetiche e ambientali. È uno degli obiettivi che ci siamo posti. E i nuovi impianti, insieme ad altre iniziative già realizzate o in fase di progettazione, vanno proprio in questa direzione».

 

Domenica di sci, traffico sulle strade: la viabilità bellunese va in tilt, di nuovo

Altro giro, altra corsa. Metti una domenica di sci, bel tempo in montagna, et voilà: il gioco è fatto. Traffico bloccato sulle principali arterie. Tutto normale, con buona pace di chi rimane imbottigliato nelle code.

Sul fronte cadorino, il problema è sempre lo stesso: la vecchia Alemagna; soprattutto nei tratti tra Cortina e San Vito, all’altezza di Valle di Cadore, e poi giù, verso Castellavazzo e Longarone. I punti neri sono sempre uguali, perché finora non c’è stato modo di risolverli.

Anche nel pomeriggio di oggi (domenica 12 gennaio), le code non sono mancate. I primi problemi si sono visti all’altezza di Fortogna e all’imbocco della A27, già nel primo pomeriggio. Attorno alle 16 la coda arrivava fino a Castellavazzo, con colonna che procedeva a passo d’uomo. E a fine giornata, tutto bloccato fino alla galleria di Termine di Cadore, con intasamenti anche all’altezza di Caralte. Niente di paragonabile alle code del rientro dalle vacanze natalizie, di una settimana fa. Resta comunque che qualcuno è rimasto in colonna per un’ora. È vero che le code sono la misura del traffico che gira per le Dolomiti bellunesi. Ma fanno bene al turismo?

Il dubbio è legittimo, anche guardando verso l’Agordino, dove il traffico è rimasto sostenuto per tutto il pomeriggio. Interessata la Regionale 203 all’altezza della nuova rotatoria e la strada che da Falcade scende all’incrocio di Cencenighe. 

 

Benedetti gli acquazzoni di novembre: senza la pioggia, oggi ci sarebbe la siccità

Per fortuna che a novembre ci sono state le piogge torrenziali. È proprio il caso di dirlo, viste le condizioni meteo di queste settimane (destinate a protrarsi ancora a lungo, dato che l’anticiclone non molla la presa). Perché il Bellunese conosce bene le criticità dovute alla siccità invernale: non più tardi di qualche anno fa molti Comuni avevano dovuto ricorrere alle autobotti per rifornire alcune zone rimaste senz’acqua. Un problema che al momento non si pone; le precipitazioni di novembre infatti, pur foriere di frane e allerte meteo, sono state provvidenziali. 

IL QUADRO

Lo dicono i dati dell’Arpav, che registrano un surplus pluviometrico proprio nel mese di novembre. Fino a ottobre, infatti, la pioggia era stata scarsa; o meglio, più scarsa del solito (97 millimetri a settembre, contro i 110 della media storia; e 69 a ottobre, contro i 112 della media storica). Poi, nell’undicesimo mese dell’anno, ecco l’abbondanza: 333 millimetri, contro i 133 di media (+151%). E anche dicembre ha regalato un surplus (105 millimetri, a fronte dei 75 di media). Dati positivi, soprattutto alla luce delle lunghe settimane asciutte che stanno determinando il meteo attuale (e che proseguiranno ancora nei prossimi giorni).

LA NEVE

Il serbatoio idrico è costituito dalla neve, abbondante quest’anno in quota. Il bilancio nivometrico stilato dall’Arpav (al 31 dicembre) dice che in quota il manto bianco supera anche del 124% lo spessore medio a dicembre degli ultimi anni. È il caso di Col dei Baldi, dove l’ultima misurazione del 2019 ha registrato 179 centimetri contro gli 80 della media 1988-2007. Ma situazioni simili si sono viste a Casera Doana e Casera Coltrondo (106 e 105 centimetri, contro il mezzo metro scarso delle medie storiche). Stesso discorso per Ra Vales e i Monti Alti di Ornella (sopra Arabba).

Fanno eccezione solo i settori prealpini, dove invece regna il verde secco dei prati. La neve è rimasta a quote alte e l’inversione termica non ha favorito neppure l’innevamento artificiale a servizio delle piste.

 

La gente c'è, la neve no: sci ancora fermo al palo, ma la località resiste

Deve esserci un segreto. Non si spiega altrimenti la tenacia del Nevegal. Anche ieri, con le piste chiuse per mancanza di neve, il Colle non si è fatto mancare l’abbuffata di visitatori. Baby sciatori sul Campo Scuola (l’unica sezione della ski area che è tuttora aperta), escursionisti sulle creste, semplici appassionati giunti per una passeggiata. Tutto merito del sole splendente, certo. Ma evidentemente il Colle ha qualcosa che va ben oltre. E non c’entra solo la geografia, che ne fa la prima montagna per chi arriva dalla pianura: c’è un appeal segreto che il Nevegal si porta dietro, e che probabilmente ha tenuto in vita la località negli ultimi travagliati anni.

Quell’appeal che anche adesso sta dando una mano al Colle. Perché, va detto, senza una mano del meteo diventa difficilissimo. È stato detto e ripetuto che questa sarebbe stata una stagione di transizione, ma così rischia di diventare troppo. Perché l’inversione termica continua a tenere sotto scacco l’innevamento artificiale, nonostante gli sforzi massimi dell’Alpe. E poi perché impianti chiusi a metà gennaio non si erano ancora mai visti.

Eppure il Nevegal resiste, in attesa della nuova società chiamata a raccogliere l’eredità dell’Alpe e a portare avanti la località. Già: a che punto è la formazione della nuova società? Si era detto che la new.co sarebbe stata pronta per la primavera 2020. È vero: è ancora lunga prima che arrivi primavera. Se intanto arrivasse un inverno vero, con un po’ di neve…

 

Scommessa turismo. Il Comune ci crede e organizza un corso per gli operatori

Obiettivo turismo. A Borgo Valbelluna ci credono. Del resto, ci credevano anche singolarmente, prima della fusione, Mel, Trichiana e Lentiai. Perché non puntare forte? Le bellezze paesaggistiche e artistiche non mancano. Dal castello di Zumelle ai Brent de l’Art, dal Polittico dell’Assunta della chiesa di Lentiai al centro storico di Mel, passando per la grotta azzurra e le tante chiesette sparse sul territorio. Tutti scrigni che possono tranquillamente essere inseriti in percorsi turistici da far scoprire fuori del Bellunese. Ma forse, è meglio farli scoprire prima anche ai locali.

È proprio questa la nuova iniziativa del Comune di Borgo Valbelluna: un percorso informativo turistico per suggerire a operatori, gestori di ristoranti e bar, negozianti e semplici cittadini come comunicare il loro territorio a chi viene da fuori. Un corso a tutti gli effetti, con dodici appuntamenti, dal 27 gennaio al 6 aprile. Di lunedì, alle 20.30, con primo incontro al Palazzo delle Contesse (altra bellezza architettonica “spendibile” a livello turistico) e a seguire lezioni "sparse" in giro per il territorio.

Il programma prevede approfondimenti sull’ambiente naturale, sull’arte sacra, su sentieri e bivacchi, sull’enogastronomia e sul cicloturismo. Capitoli importanti saranno dedicati agli sport estremi (del resto, il canyoning sta cominciando a prendere piede nelle forre delle Prealpi), all’archeologia e al folklore. Non secondarie saranno le lezioni sui servizi al turista e sull’evoluzione del turismo in provincia in vista di Cortina 2021 e Olimpiadi 2026. 

Il corso è gratuito, ma è necessaria l’iscrizione (informazioni dettagliate all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

niq multimedia s.r.l.s.

Via degli Agricoltori, 11
32100 BELLUNO

Codice Fiscale e Partita IVA: 01233140258

Testata registrata al Tribunale di Belluno n.4/2019