Mucca gravida finisce in un dirupo: la salvano i Vigili del fuoco

 

I Vigili del fuoco sono intervenuti con l’elicottero Drago 71 sul Monte Tomatico (comune di Feltre), a circa 900 metri di quota, per il recupero di una mucca gravida. 

L’animale, finito in un dirupo, non era più in grado di risalire il pendio. E così, i pompieri di Feltre hanno deciso di coinvolgere il personale del reparto volo di Venezia per un salvataggio dall’alto. 

La mucca è stata imbragata e poi sollevata con il gancio baricentrico dell’elicottero per essere quindi calata all’interno di un carro agricolo. E trasportata nella stalla dei proprietari, in località Sanzan.

 

La pubblica amministrazione assume. Ma pochissimi partecipano ai concorsi

La pubblica amministrazione apre alle assunzioni. Ma quanti giovani partecipano ai concorsi? Pochi. In alcuni casi pochissimi. Un problema sollevato ieri (martedì 29 settembre) dal consiglio provinciale, in procinto di assumere due nuove figure amministrative da inserire nell’organico dell’ufficio programmazione strategica; quello cioè che si occupa del Fondo Comuni di confine.

Di fatto, a Palazzo Piloni verrà strutturato nei prossimi mesi uno staff che lavorerà ai progetti di area vasta, per mettere a frutto l’enorme mole di risorse del fondo. La domanda però è legittima: chi parteciperà?

«A Longarone c’era un posto da operaio per la squadra manutenzioni e ha partecipato una sola persona - ha detto il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Da un paio di anni Comuni e Provincia hanno la possibilità di assumere. Ma c’è comunque una scarsissima partecipazione ai concorsi, e non si capisce se è per mancanza di professionalità. Va fatta una riflessione, coinvolgendo anche i sindacati».

L’allarme di Padrin è condiviso dai consiglieri provinciali. Danilo De Toni, sindaco di Alleghe, rileva lo stesso problema anche nel suo Comune. E Paolo Vendramini (primo cittadino di Ponte nelle Alpi) solleva la questione dei segretari comunali. «In molti Comuni è una figura a scavalco, condivisa per necessità. Ma non avere il segretario significa paralizzare l’azione amministrativa. Bisognerà ragionare sul perché della carenza di queste figure, che spesso scelgono di andarsene dal nostro territorio».

 

Lavoro agile: alla Marchon siglato il primo accordo nell'occhialeria

Diritto alla disconnessione, tre giornate di smart working alla settimana, flessibilità della prestazione lavorativa. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano il Piano smart working siglato da sindacati e azienda alla Marchon Italia, big dell’occhialeria di Puos d’Alpago. Si tratta del primo accordo specifico sul lavoro agile firmato in provincia di Belluno nel comparto dell’occhialeria.

Lo smart working diventa accessibile a tutti i dipendenti dell’azienda che lavorano negli uffici, a prescindere dalla tipologia contrattuale (tempo determinato, indeterminato, full time, part time). Ad oggi, circa la metà dei lavoratori dell’azienda ha attivato l’opzione per lavorare da casa. Il nuovo accordo prevede la flessibilità della prestazione lavorativa fra le 7 e le 20, fermo restando il proprio orario contrattuale; riconosce il diritto alla disconnessione e quello alla pausa pranzo, la formazione ai dipendenti sulle modalità di lavoro in smart working e sulla sicurezza; riconosce i buoni pasto anche agli smart worker e prevede verifiche e confronti fra azienda e Rsu sull’andamento dell’applicazione dell’accordo.

«È un passaggio importante - afferma Milena Cesca, segretaria della Femca Cisl Belluno Treviso -. Il contratto aziendale è lo strumento migliore per accompagnare la trasformazione del lavoro, dell'impresa e della cultura aziendale. I punti salienti dell'accordo toccano i percorsi di formazione per dirigenti e dipendenti che utilizzano lo smart working, il lavoro per obiettivi e progetti, l'accesso su base volontaria, la flessibilità della prestazione lavorativa, il diritto alla disconnessione. Penso che il giusto equilibrio tra lavoro in azienda e sede esterna sia l’elemento che potrà meglio conciliare equilibri di vita familiare, esigenze di salute ma anche questioni ambientali e gestione del tempo: questo è l'inizio di un percorso che metterà sempre più al centro la persona».

Per Giampiero Marra, segretario della Filctem Cgil di Belluno, «l'accordo è frutto di un proficuo confronto iniziato tre anni fa con la reciproca coscienza che su questo tema, come su altri temi legati alla conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, occorresse fare cultura sia con l'azienda che con i lavoratori».

 

Arrivano, si candidano, spariscono. Stavolta però sono entrati in consiglio

Borca senza opposizione. Ma è un problema per il sindaco, accompagnato dal rischio che i consigli comunali siano costretti a salti mortali per il numero legale. Possibile? Sì, grazie alla democrazia.

Nel Comune cadorino ha stravinto Bortolo Sala, pronto al terzo mandato grazie al 94,43% dei voti. Le ultime amministrative però hanno visto 23 “x” (il 5,57%) anche per la lista “L’altra Italia”, del candidato sindaco Luigi Schiavone. Un 61enne di Cerignola (provincia di Foggia), che probabilmente non sa neanche dove si trovi Borca. Appoggiato da una lista di  otto persone, tutte di Cerignola. Una mossa che si è ripetuta praticamente identica a Vodo: sempre lista “L’altra Italia”, diverso il candidato sindaco - ovviamente - diversi i nomi in lizza, ma tutti della provincia di Lecce. Solo che a Vodo la manciata di voti raccolta dai pugliesi non è stata sufficiente a mandarli in consiglio comunale (data la presenza di una terza lista). A Borca invece sì. Schiavone e altri due sederanno in municipio. O meglio, formalmente saranno consiglieri. Quasi sicuramente però non si presenteranno.

È una mossa abbastanza tipica dell’Altra Italia, svelata anche in altre realtà. La lista infatti si presenta ogni anno in diversi Comuni. Basta che ci sia un appuntamento elettorale. E poco importano chilometri di distanza da casa, conoscenza dei luoghi e compagnia cantante. La legge lo consente e dà anche un incentivo: 30 giorni di aspettativa ai dipendenti pubblici per affrontare la campagna elettorale. Se poi i candidati non fanno comizi, incontri con gli elettori e tutto il resto, affari loro. 

Campagna o no, l’Altra Italia è entrata in consiglio. E già per la convocazione della prima seduta sono problemi: Bortolo Sala dove manderà l’ordine del giorno? A Cerignola? Se Schiavone e i suoi non si presentano, la maggioranza dovrà essere sempre presente, altrimenti manca il numero legale. E poi ci sono le commissioni, e i lavori assembleari... Resta da capire se le conseguenze del voto erano chiare ai 23 abitanti di Borca che hanno messo la “x” sull’Altra Italia. Forse un voto di protesta. D’altronde, è la democrazia.

 

Estate boom: gli agriturismi riescono a contenere le perdite

 

Non sarà una catastrofe. Ma perdite attorno al 30-40% non le leva nessuno. Gli agriturismi si leccano le ferite. Anche se alla fine, il bilancio è più roseo delle aspettative. Tutto merito del pienone di fine luglio e agosto, che in parte ha risollevato la crisi nera del lockdown di primavera. Grandi assenti sono stati gli stranieri, mentre c’è stato un buon recupero con il turismo di prossimità e anche con la ripresa dei banchetti per i matrimoni e gli eventi all’aperto.

«Considerata la pandemia, ci aspettavamo una catastrofe: a fine giugno eravamo ancora chiusi – spiegaMassimiliano Guiotto, presidente di Agriturist Belluno, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura-. Grazie al recupero di agosto, prevediamo invece di chiudere la stagione con una perdita del 30-40%. Dati negativi, ma comunque migliori di quanto ci aspettavamo. Il boom delle presenze in montagna in agosto, con le strutture tutte piene, ci ha portato una buona boccata d’ossigeno, sollevando un po’ i bilanci. C’è chi ha lavorato addirittura di più rispetto all’anno scorso, che già era stata un’ottima stagione». 

Lo sguardo corre già al futuro. Soprattutto per gli agriturismi meno strutturati, o con solo alloggio, che hanno sofferto di più. «Se la pandemia non tornasse a manifestarsi con intensità – conclude Guiotto - si potrebbe prevedere una consistente ripresa nel 2021 e quindi un ritorno alla piena attività nel 2022».

 

Condannato a sei anni e mezzo, era in Cadore. Arrestato ex manager trevigiano

Doveva scontare sei anni e mezzo di carcere, ma era a San Vito di Cadore. È terminata ieri (lunedì 28 settembre) la latitanza di Mauro Guerretta, sessantenne trevigiano.

Nel dicembre 2015 l’uomo era stato condannato per bancarotta fraudolenta impropria per il crack della Ias Italia Allestimenti Speciali srl di Roncade, della quale era amministratore. A portare alla sbarra Guerretta e altri amministratori della società, le indagini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, che partendo dal fallimento, avevano accertato una distrazione di risorse finanziarie e liquidità per un importo complessivo di 1 milione 881mila 982 euro.

Proprio per questo, oltre alla condanna penale, Guerretta era stato condannato anche in sede civile al risarcimento della somma. Ieri l’arresto a San Vito, da parte dei carabinieri. Per Guerretta sono scattate le manette e l’uomo è stato condotto al carcere di Baldenich.

 

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