Sanificazione di piazze e strade in tutta la provincia: in campo anche i mezzi agricoli

 

Piazze, strade e marciapiedi tirati a lucido: è partita la sanificazione coordinata dalla Provincia di Belluno. L’operazione, necessaria per contenere il rischio di contagio del coronavirus, sarà effettuata in tutti i Comuni già nei prossimi giorni. E verrà all’inizio della prossima settimana.

«Abbiamo testato la modalità di intervento a Limana - spiega il consigliere provinciale Massimo Bortoluzzi -. Con uno dei mezzi messi a disposizione dalle associazioni agricole abbiamo provveduto a sanificare il centro del paese e le zone di maggiore afflusso, davanti ai supermercati e ai negozi di generi di prima necessità. La verifica è andata a buon fine; adesso possiamo procedere in tutto il resto del territorio provinciale. I Comuni ci faranno sapere zone e modi di intervento».

La sostanza utilizzata per disinfettare i luoghi di afflusso delle persone è l’ipoclorito di sodio (la comune varechina). Per le piazze, i marciapiedi e alcuni tratti di strade comunali intervengono i mezzi agricoli messi a disposizione da Coldiretti, Confagricoltura e Cia, con il nebulizzatore. «In questo modo, è possibile garantire una sanificazione approfondita evitando al contempo il dilavamento dell’ipoclorito di sodio, quindi senza inquinamento» sottolinea il consigliere Bortoluzzi. «Per le aree più piccole, penso ad esempio alle isole ecologiche, stiamo aspettando che i Comuni ci facciano sapere se agiranno in maniera autonoma. Altrimenti, abbiamo le squadre di antincendio boschivo della Protezione Civile pronte a intervenire».

Per garantire la piena sicurezza durante l’operazione, i mezzi agricoli saranno “scortati” da un’auto della Polizia Locale e da un’altra della Protezione Civile.
«Ringraziamo gli agricoltori e le associazioni che si sono messe a disposizione in un momento non facile per il nostro territorio, al pari dei volontari di Protezione Civile - conclude il consigliere Bortoluzzi -. Speriamo che l’emergenza sanitaria passi presto. Intanto rivolgo un appello ai cittadini bellunesi: state a casa, abbiamo bisogno anche della vostra collaborazione».

 

La disabilità intellettiva e il virus: «Ora la gente può capire il significato della libertà negata»

 

Il Coronavirus si è preso la scena. E noi, al momento, dobbiamo rimanere dietro le quinte. O meglio “dentro” le quinte. Perché il rischio di contagio è ancora troppo elevato. Ma il motivo per cui i rapporti con l’esterno sono stati azzerati, e la quotidianità si sviluppa soltanto fra le mura domestiche, non può essere compreso da tutti: non dalle persone con una disabilità intellettiva. Il Coronavirus ha stravolto anche le loro vite: in che modo? 

 

Controlli allargati: da domani tampone a tutti i medici di base

Tamponi a tappeto. Li aveva annunciati il governatore Zaia qualche tempo fa. Arrivano da domani (sabato 28 marzo), per tutti i medici di base e i pediatri. Insomma, per coloro che nelle ultime settimane hanno girato a visitare i malati e gli anziani. 

«Domani inizierà l’effettuazione dei tamponi per la ricerca del virus Covid-19 ai medici di assistenza primaria e ai pediatri di libera scelta, come anticipato ieri nel corso della videoconferenza della Direzione aziendale con i medici di famiglia del Distretto di Belluno, che segue di qualche giorno quella con i medici del Distretto di Feltre, nell’ambito delle misure intraprese per contenere il diffondersi dell’emergenza Covid-19 - si legge in una nota dell’Ulss 1 Dolomiti -. I tamponi saranno effettuati in primis ai medici che svolgono la propria attività a favore degli ospiti non autosufficienti dei Centri di Servizi a cui seguiranno poi tutti gli altri medici».

L’Ulss fa sapere anche che sono in fase di consegna ai medici di famiglia e ai medici di continuità assistenziale (ex guardia medica) ulteriori dispositivi di sicurezza; fanno seguito ai due kit per medico già messi a disposizione nelle scorse settimane (maschere a 4 strati chirurgiche, copricapo, guanti in vinile/nitrile, grembiuli in polietilene e confezioni di gel antisettico).

 

Pasqua a porte chiuse: anche la Chiesa dovrà attenersi. Messe solo in tv

Pasqua senza settimana santa. Ormai è una certezza. Perché anche la liturgia più solenne dell’anno deve fare i conti con il coronavirus. E poco importa se l’ultimo Dpcm è valido fino al 3 aprile, mentre la solennità della risurrezione cade domenica 12 aprile: anche la Chiesa ha capito che si andrà per le lunghe. E ha già dato indicazioni precise.

Il dicastero vaticano del Culto Divino ha elaborato un decreto con le “indicazioni generali” per le celebrazioni che vanno dalla Domenica delle Palme a quella di resurrezione (dal 5 al 12 aprile). Conferenze episcopali e diocesi dovranno attenersi alle regole. Una su tutte: Pasqua a porte chiuse. Del resto, il culmine del calendario cristiano non può essere traslocato a data da destinarsi. Quindi, l’indicazione precisa per i paesi colpiti dalla malattia è di celebrare i riti della Settimana Santa «senza concorso di popolo e in luogo adatto, evitando la concelebrazione e omettendo lo scambio della pace». Ottimi i mezzi di comunicazione di massa per trasmettere le liturgie e tenere un collegamento di preghiera. 

Per la messa delle Palme, viene indicato di evitare la processione, mentre la messa crismale (quella della benedizione degli olii, il giovedì santo mattina) viene proposto di rinviarla di data. Solennità ridotte nel triduo pasquale: niente lavanda dei piedi il giovedì santo, bacio della croce limitato al celebrante il venerdì, e funzione ridotta anche per la veglia pasquale.

Adesso spetterà ai vescovi declinare a livello locale le indicazioni del decreto. 

 

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